Gli studi sugli effetti degli inquinanti dell’aria indoor sono relativamente recenti, di conseguenza, anche lo scenario normativo è ancora abbastanza complesso e spesso contrastato. Attualmente in Italia esistono delle normative tecniche che vengono normalmente utilizzate – salvo casi di particolare complessità – come riferimento per il dimensionamento di un impianto di ventilazione.

Le due principali norme utilizzate che riportano indicazioni relativamente alle portate di aria di rinnovo sono la UNI EN 15251: 2008 che fornisce i criteri per la progettazione dell’ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell’aria interna, all’ambiente termico, all’illuminazione e all’acustica, e la UNI 10339: 1995, relativa agli impianti aeraulici al fine di benessere, che riporta generalità, classificazione, requisiti.

UNI EN 15251: 2008

Attualmente considerata la norma più completa, la UNI EN 15251 si applica essenzialmente agli edifici non industriali per cui i criteri relativi all’ambiente interno sono definiti dall’occupazione umana, in cui l’attività produttiva o di processo non abbia impatto sostanziale sull’ambiente interno, come abitazioni individuali, condomini, uffici, scuole, ospedali, alberghi e ristoranti, impianti sportivi, edifici ad uso commerciale all’ingrosso ed al dettaglio.

La norma specifica:

  • I parametri relativi all’ambiente interno che influiscono sulla prestazione energetica degli edifici;
  • La modalità per definire dei parametri di input relativi all’ambiente interno per la valutazione dell’edificio inteso come sistema per i calcoli della prestazione energetica;
  • I metodi per la valutazione a lungo termine dell’ambiente interno ottenuta, a partire dal calcolo o da risultati di misure;
  • I criteri di misurazione che potrebbero essere utilizzati, se necessario, per valutare la conformità per mezzo di un ispezione;
  • Il modo in cui le diverse categorie di criteri relativi all’ambiente interno possono essere utilizzate, anche se non impone i criteri che devono essere utilizzati.

Nell’allegato B della norma vengono indicate le portate minime per edifici residenziali come riassunto nella seguente tabella:

Valori di ricambio aria da utilizzarsi per il calcolo di un impianto

UNI 10339: 1995

La norma si applica agli impianti aeraulici destinati al benessere delle persone installati in edifici chiusi e non considera gli impianti per la climatizzazione invernale degli edifici adibiti ad attività industriale ed artigianale, gli impianti destinati a scopi diversi (es. conservazione materiali deteriorabili) e gli impianti di climatizzazione senza immissione meccanica di aria esterna. La norma fornisce:

  • La classificazione degli impianti;
  • La definizione dei requisiti minimi degli impianti e dei valori delle grandezze di riferimento durante il funzionamento degli stessi;
  • L’individuazione degli elementi che il committente deve indicare nella richiesta di offerta e quelli che il fornitore deve indicare presentazione dell’offerta;
  • I documenti per l’ordinazione e l’indicazione delle condizioni da rispettare nel corso della fornitura degli impianti aeraulici ai fini di benessere.

In particolare, il prospetto III stabilisce una portata di rinnovo di 11l/s per persona (40m³/h) e 0,0011vol/s (4 vol/h) il ricambio nei servizi igienici.